Uva ursina

Uva ursina

Nome scientifico: Arctostaphylos uva-ursi – Famiglia: Ericacee

L’Uva ursina o orsina, pianta nota anche con il nome di Uva dell’orso (questo nome deriva dal fatto che gli orsi ne sono ghiotti) è un piccolo arbusto, lignificato alla base, molto simile al Mirtillo, con il quale condivide la famiglia di appartenenza.
E’ originaria del Nord America, ma è diffusa anche in Europa ed in Asia settentrionale. E’ solita occupare le principali regioni artiche e montuose all’interno dell’emisfero settentrionale.
Anche in Italia è possibile reperire l’Uva ursina, nei luoghi sassosi e nei pascoli delle Alpi e degli Appennini fino alla Campania. La pianta è alta 30 cm. circa, ha piccole foglie sempreverdi coriacee di colore verde scuro, fiori bianco rosati a forma di campana e bacche rosse dal sapore aspro, ma non sono velenose.
Le parti utilizzate in fitoterapia sono le foglie, che vengono essiccate in luogo ventilato.

Proprietà terapeutiche dell’Uva ursina:
Antibatteriche, antinfiammatorie, antisettiche, astringenti, diuretiche.

Uso interno:
Le foglie hanno un grande valore per le loro proprietà disinfettanti delle vie urinarie e vengono indicate nella cura di cistiti, uretriti, nefriti, incontinenza, ritenzione urinaria, pieliti e leucorrea.
Il principale ingrediente è l’arbutina, un glucoside che conferisce alla pianta delle capacità antibatteriche.
I tannini contenuti nelle foglie riescono a svolgere una particolare azione astringente, utile nei casi di diarrea e dissenteria e sono efficaci anche durante i disturbi mestruali, perché riescono ad esercitare un’azione sgonfiante e diuretica.
I flavonoidi riescono, inoltre, ad apportare innumerevoli benefici in caso di gotta o di patologie del fegato.

Uso esterno:
L’Uva ursina viene impiegata anche in ambito estetico e cosmetico.
Utilizzata come sbiancante, questa pianta si rivela davvero efficace per la diminuzione delle macchie scure, che di solito compaiono a seguito di eritemi o di esposizioni solari. Secondo alcune ricerche riuscirebbe a combattere queste patologie grazie all’inibizione di un enzima che converte la tiroxina in melanina.

Controindicazioni:
Nonostante si tratti di una pianta ampiamente utilizzata, l’Uva ursina è controindicata in condizioni fisiologiche particolari come quella della gravidanza e dell’allattamento, ma anche in caso di problematiche come l’insufficienza renale e l’allergia all’acido acetilsalicilico.