Sambuco

Sambuco

Nome scientifico: Sambucus nigra – Famiglia: Caprifoliacee

Il Sambuco è un arbusto cespuglioso alto fino a 6 mt. Il suo fusto è eretto e grigiastro, ricco di midollo bianco quando è giovane; le foglie sono opposte, composte da 3-7 foglie ovali lanceolate e dentellate; i fiori sono piccoli, bianchi, riuniti in ombrelle grandi anche 20 cm; i frutti sono piccole bacche carnose, nere e tonde, contenenti uno o tre semi.
Il suo nome botanico, Sambucus, deriva dal greco strumento a corde, ed infatti ancora oggi gli zufoli e le pipe vengono fatti con i suoi rami concavi.
Il Sambuco cresce selvatico nelle boscaglie e nelle siepi. E’ diffuso nei terreni calcarei e tollera anche quelli umidi, dalla pianura alla zona montana fino a 1.000 mt.
Le parti utilizzate in fitoterapia sono corteccia, foglie, fiori e frutti. La corteccia si raccoglie a gennaio-febbraio, i fiori da aprile a giugno, i frutti e le foglie tra luglio e settembre.
Si deve fare attenzione a non confondere le bacche del sambuco con quelle dell’ebbio che sono velenose e, in forti dosi, anche mortali.
I fiori possono essere anche consumati freschi. Vengono essiccati e conservati in barattoli di vetro. I frutti ben maturi si usano freschi o essiccati.

Proprietà terapeutiche del Sambuco:
Antiemorroidali, antigottose, antinevralgiche, antinfiammatorie, antireumatiche, depurative, diaforetiche, diuretiche, emollienti, lassative.

Uso interno:
Con i fiori si prepara una gradevole tisana che serve come rimedio sintomatico popolare per il raffreddore, l’influenza, la tosse, l’asma e i reumatismi, avendo proprietà sudorifere.
Ai fiori vengono anche riconosciute proprietà lassative a antiemorroidali.
I frutti vengono usati soprattutto come lassativi e trovano un’interessante applicazione contro le nevralgie del trigemino.
I frutti, ricchi di vitamina C, hanno anche azione depurativa, lassativa e antinevralgica.

Uso esterno:
Il cataplasma di foglie viene impiegato come applicazione sulle parti colpite da gotta e geloni.
Il decotto di corteccia è utile per le scottature.
L’infuso di fiori secchi è usato per impacchi, lozioni e lavaggi con effetto tonificante e schiarente sulla pelle del viso. Ha effetto emolliente e lenitivo sui foruncoli.

Altri usi:
Dai fiori si ricava un estratto che viene usato per produrre il liquore sambuca.
A Palazzo Adriano di Palermo i fiori freschi vengono usati per produrre un pane tipico, chiamato in dialetto “Pani cu Savucu” (pane con il Sambuco).
Con i frutti si può fare una marmellata, della quale è meglio non abusare per le sue proprietà lassative.