Salvia

Salvia

Nome scientifico: Salvia officinalis – Famiglia: Labiate o Lamiacee

La Salvia (o Salvia comune) è un piccolo arbusto sempreverde, originario del bacino del Mediterraneo, ed è una delle circa 1.000 specie del suo genere.

La pianta è alta 70 cm circa ed ha una parte basale legnosa ed una di crescita erbacea; il fusto è eretto, a sezione quadrangolare, molto ramificato e peloso; le foglie sono opposte, oblunghe, rivestite di peluria; i fiori sono violacei, raccolti in spighe terminali; i frutti sono piccoli acheni con tre nervature.

In Italia si trova allo stato spontaneo soprattutto nel centrosud e isole. Cresce nei luoghi aridi e calcarei, ma mai troppo esposti al sole.

Fin dall’antichità la pianta era tanto tenuta in considerazione da essere addirittura considerata una sorta di panacea universale. I Galli la utilizzavano per curare tutte le malattie e per preparare riti magici per resuscitare i morti. Per i Romani era una pianta sacra. I Cinesi pensavano che il suo uso allungasse la vita.

Le parti utilizzate sono le foglie (raccolte da aprile a luglio) e le sommità fiorite (maggio-agosto). Foglie e sommità vengono essiccate lentamente per mantenerne il profumo. Si conservano in recipienti a chiusura ermetica.

Proprietà terapeutiche della Salvia:
Antinfiammatorie, antisettiche, antispasmodiche, antisudorifere, astringenti, balsamiche, cicatrizzanti, colagoghe, eupeptico-digestive, diuretiche, emmenagoghe, espettoranti, stimolanti, toniche.

Uso interno:
La Salvia ha proprietà stimolanti per le funzioni digestive, dell’intestino e del fegato.
Sull’apparato respiratorio ha un effetto balsamico ed espettorante ed è benefica per la tosse ed anche negli accessi di asma.
Diminuisce la sudorazione eccessiva dovuta a debolezza generale.
Agisce favorevolmente su taluni disturbi ovarici. Infusi e decotti regolarizzano il flusso mestruale e la menopausa.
Cura ansia, depressione, astenia e debolezza durante una convalescenza.

Uso esterno:
Tintura di sommità fiorite o compresse imbevute di infuso si applicano su piaghe, dermatosi, punture di insetti e distorsioni.
Cura le irritazioni della bocca e della gola. Le foglie fresche, sfregate sui denti, li puliscono e purificano l’alito. Sciacqui e gargarismi con il decotto sono utili per gengive sanguinanti, ulcere e alitosi.
L’infuso o il decotto delle foglie vengono usati per un bagno tonificante e stimolante.

Uso in cucina:
Da sempre, viene usata per dare aroma alle pietanze, soprattutto alle carni. Non è raro il suo utilizzo per pasta, formaggi e zuppe.

Altri usi:
La pianta è apprezzata nel giardinaggio come ornamento.
Il suo estratto è usato come fissatore per profumi.

Controindicazioni:
L’olio essenziale contenuto nelle foglie è tossico per il sistema nervoso anche se usato in piccole quantità.
L’assunzione prolungata o in dosi eccessive può essere tossica e causare seri disturbi nervosi.
Se ne sconsiglia l’uso in gravidanza.