Gramigna

Gramigna

Nome scientifico: Cynodon dactylon – Famiglia: Graminacee e Poacee

La Gramigna è una pianta perenne tra le più infestanti al mondo che cresce nei luoghi erbosi ed incolti fino a 2.000 mt. di altitudine.
E’ originaria probabilmente dell’India ed è presente in tutto il mondo. E’ conosciuta anche con il nome di “dente canino”, perché viene di solito ingerita da animali come i cani che, così facendo, facilitano la loro digestione.
E’ una delle piante diuretiche e depurative per eccellenza ed il suo uso risale a tempi antichissimi.
Il suo rizoma (le estensioni orizzontali della radice) contiene oli essenziali, saponine, polifenoli, mucillagini, tricitina e agropirene, che esercitano un ruolo davvero rilevante nelle funzioni mediche dell’erba.

Proprietà terapeutiche della Gramigna:
Antinfiammatorie, depurative, diuretiche, emollienti, dissetanti e rinfrescanti.

Uso interno:
E’ utilissima per combattere patologie come la cistite, grazie alla sua combinata capacità diuretica e antisettica.
Utile anche in caso di ipertensione essendo un ottimo diuretico.

Per quanto riguarda le sue capacità depurative e antisettiche, la Gramigna riesce a riequilibrare gli eccessi alimentari ed a combattere i disturbi a carico dell’apparato digerente.
E’ utile in caso di infiammazioni del fegato, disturbi ai reni ed alle vie urinarie, ingrossamento della prostata, gotta, renella e piccoli calcoli. Riesce a stimolare la minzione espellendo le tossine in eccesso.
Le sue tisane costituiscono delle ottime bevande dissetanti e rinfrescanti.

Uso esterno:
I suoi impacchi topici sono utilissimi per combattere l’insorgenza di patologie come i pruriti e le orticarie, foruncoli ed acne, ma anche per limitare il peggioramento dovuto alla ritenzione idrica: è nemica dell’effetto a buccia d’arancia, tipico delle zone corporee inferiori delle donne.

Controindicazioni:
Bisogna evitare di impiegare la Gramigna nei periodi di problemi intestinali, di dermatiti da contatto, di rash cutanei e di sindromi di intolleranza grave.
Scartare qualsiasi esemplare presenti imbrunimenti, perché la pianta potrebbe essere contaminata dallo stesso parassita della segale cornuta (segale contaminata da un fungo parassita), che può causare costrizione dei vasi sanguigni e spasmi muscolari dell’utero.