Ginkgo biloba

Ginkgo biloba

Nome scientifico: Ginkgo biloba – Famiglia: Ginkgoacee

Il Ginkgo biloba è una pianta arborea che raggiunge un’altezza di 30-40 mt, con una chioma larga 9 mt. Il fusto è poco ramificato ma con numerosi tronchi laterali; le foglie sono bilobate, decidue, di 5-8 cm, picciolate a lamina colore verde chiaro; i fiori sono maschili a spirale, femminili con ovuli appesi ad un lungo peduncolo; i frutti sono simili ad una grossa ciliegia o ad una piccola susina di colore giallo.

È un albero molto antico le cui origini risalgono a milioni di anni fa ed è considerato un fossile vivente.  E’ originario della Cina, dove è coltivato da tempi remotissimi nei giardini dei templi perché ritenuto sacro. E’ l’unica specie rappresentante della sua famiglia e del suo ordine attualmente vivente.

Il primo Ginkgo biloba fu importato in Italia nel 1750 e si trova nell’Orto Botanico di Padova, dichiarato Patrimonio dell’umanità dell’Unesco. È un esemplare maschile maestoso su cui, verso la metà dell’Ottocento, fu innestato un ramo femminile a scopo didattico.

Preferisce la posizione soleggiata, i climi freschi, con inverni non troppo rigidi. Richiede terreno acido.
Le parte utilizzata sono le foglie, che vengono raccolte in autunno e possono essere consumate fresche o fatte essiccare.

Proprietà terapeutiche del Ginkgo biloba:
Antiaggreganti, antiallergiche, antiossidanti, fluidificanti, vasodilatatrici, vasoprotettrici.

Uso interno:
In questi ultimi anni nel mondo scientifico c’è un grande interesse per lo studio delle proprietà medicinali di questa pianta.
Le sue foglie sono usate dall’antica medicina cinese da migliaia di anni. Il tè fatto con esse è considerato un tonico per la mente; ed è per questo che è apprezzato dai cinesi più anziani.
L’estratto delle sue foglie ha un’azione vasodilatatrice, provoca un aumento di apporto di sangue e di ossigeno al cervello, migliora complessivamente il funzionamento della mente e favorisce la circolazione microcapillare periferica.
Svolge un’attività antiaggregante piastrinica, riducendo il rischio di trombosi.
E’ ottimo per i disturbi vascolari, deficit dell’attenzione e della memoria, vertigini, ronzii auricolari, disturbi vestibolari.
Le foglie sono ricche di flavonoidi, terpeni, vitamina C e di carotenoidi simili al betacarotene, princìpi dalle proprietà antiossidanti, utili per combattere l’arteriosclerosi.
E’ un potente rimedio contro le allergie.

Uso esterno:
Viene usato in campo cosmetico per ripristinare l’equilibrio lipidico nelle pelli secche e screpolate.

Curiosità:
Sei esemplari di Ginkgo, ancora esistenti, sono sopravvissuti alle radiazioni prodotte dalla bomba atomica caduta su Hiroshima.
Il Ginkgo biloba è il simbolo della città di Tokyo, capitale del Giappone.

Controindicazioni:
Da evitare in gravidanza e allattamento.
Somministrare con cautela nei pazienti che assumono anticoagulanti, acido acetilsalicilico, ticlopidina, diuretici tiazidici, pentossifillina, trombolitici, caffeina, ergotammina; non associare a prodotti a base di aglio o derivati dal salice per aumento dei rischi di gastrolesività.