Centaurea minore

Centaurea minoreNome scientifico: Centaurium erythraea – Famiglia: Genzianacee

La Centaurea minore è una pianta erbacea, annuale o biennale, originaria dell’Africa del nord, dell’Asia occidentale e dell’Europa. Cresce in tutta Italia, dalle regioni montane a quelle mediterranee, ma preferisce le zone erbose fresche e umide.

E’ una pianta alta dai 10-20 ai 50-60 cm, glabra, con fusto ramificato in alto; le foglie sono basali ellittiche di colore verde chiaro; i fiori sono piccoli riuniti in infiorescenze cimose di color porpora; i frutti sono capsule cilindriche di circa 10 mm, grossi 1 mm, che si aprono in due logge; i semi sono sottili e bruni.

Il nome “centaurium” è ispirato al centauro mitologico Chirone, al quale gli antichi collegavano la medicina, la medicazione e le erbe. Sembra che Chirone avesse curato con la Centaurea minore una ferita al piede causata da una freccia avvelenata lanciata per errore da Ercole in una delle sue battaglie contro i centauri.

Le parti utilizzate in fitoterapia sono le sommità fiorite, che contengono acidi fenolici, acidi grassi, flavonoidi, glucosidi amari, steroli.

Proprietà terapeutiche della Centaurea minore:
Antibatteriche, antinfiammatorie, aperitive, carminative, colagoghe, depurative, digestive, febbrifughe, rinfrescanti, toniche.

Uso interno:
La tisana delle sommità fiorite è indicata per l’alitosi, l’inappetenza, le digestioni lente e difficili, la gotta ed i parassiti intestinali.
La pianta viene inoltre utilizzata per le affezioni febbrili, le convalescenze e la debolezza generale.

Uso esterno:
Le sommità fiorite della Centaurea minore, usate esternamente, curano le pelli arrossate, desquamate ed impure.
Un infuso concentrato di Centaurea è un ottimo dopo-shampoo utile per mantenere i riflessi biondi ai capelli chiari e per purificare il cuoio capelluto.

Controindicazioni:
L’utilizzo è sconsigliato a chi soffre di ipercloridria (eccesso di acido cloridrico nel succo gastrico dovuto ad una disfunzione dell’apparato digerente) ed alle donne in stato di gravidanza e di allattamento.
Un uso eccessivo della pianta può essere causa di diarrea, vomito e irritazione delle vie digestive.