Bardana maggiore

Bardana maggiore

Nome scientifico: Arctium lappa – Famiglia: Asteracee o Composite

La Bardana maggiore è una pianta erbacea biennale, che può raggiungere i 2 mt di altezza. Il suo fusto è robusto e solcato da scanalature; le foglie sono grandi, cuoriformi, verdi nella pagina superiore e biancastre sotto; i fiori, piccoli e tubolari, sono di colore porporino, riuniti in capolini globosi; i frutti sono achene bruno-nerastri leggermente schiacciati.

La pianta è nota fin dall’antichità e veniva coltivata come ortaggio e pianta medicinale.

Cresce nei campi incolti ed ai bordi delle strade, in pianura e montagna fino a 1.800 mt. Richiede terreno umido e ombroso. Può essere seminata in vaso in inverno e si trapianta a marzo-aprile.

Le parti utilizzate sono radici, foglie e semi. Le radici si raccolgono in autunno, nel primo anno di impianto; le foglie a fine estate ed i semi in autunno. Le radici, tagliate a rondelle, si lasciano seccare al sole e non necessitano di particolari contenitori; le foglie, senza picciolo, devono seccare all’ombra, mentre i semi vengono setacciati quando sono maturi e posti a essiccare al sole.

Proprietà terapeutiche della Bardana maggiore:
Antibatteriche, antibiotiche, antiflogistiche, antisettiche, depurative, diaforetiche, diuretiche, fungicide, ipoglicemizzanti, lassative, stomachiche.

Uso interno:
Una delle più importanti proprietà della pianta è quella antibiotica: contro lo stafilococco è molto efficace.
La sua azione depurativa del sangue la rende utile contro i reumatismi.
Viene utilizzata da chi ha problemi di eccesso di zuccheri nel sangue; sotto questo aspetto la Bardana maggiore, come l’avena, può quindi essere usata, sotto controllo medico, come coadiuvante contro il diabete.
Oltre che diuretica e depurativa in generale, ha la funzione importante di stimolare la secrezione del fegato e della cistifellea. Inoltre, elimina l’acido urico e combatte la gotta.
E’ ricca di diversi tipi di sali minerali, come magnesio e potassio, ma soprattutto contiene un principio amaro, l’arctiopicrina, che secondo alcuni funziona come antitumorale.
Sembra che sia anche un ottimo antidoto contro il veleno delle vipere.

Uso esterno:
La più nota applicazione della Bardana maggiore, mediante decotto di radici, è quella contro alcune affezioni della pelle, quali acne e foruncolosi.
Combatte le infezioni di alcuni batteri patogeni che si diffondono sulla pelle.
Il cataplasma, preparato con le foglie pestate al mortaio e ridotte in poltiglia, si applica sulle parti colpite da reumatismi.
Le foglie cotte sono usate come cicatrizzanti e antibatteriche su piaghe, ferite e punture di insetti.
L’olio depura la pelle grassa.

Uso in cucina:
Per usi alimentari vengono utilizzati foglie, radici e semi.
Nei Paesi Orientali la Bardana maggiore è molto usata, come in Giappone, dove è consumata come ortaggio.  
Si possono mangiare anche i gambi crudi in insalata, ma vanno colti da una pianta giovane e puliti della corteccia esterna.

Curiosità:
Lo studio della particolare caratteristica dei suoi capolini ricurvi, utilizzati per la dispersione dei suoi semi attraverso gli animali, la cui caratteristica più nota è quella di attaccarsi ai vestiti, sembra che abbia ispirato l’invenzione del sistema apri e chiudi: il velcro.

Controindicazioni:
Occorre usare cautela nel caso di assunzione di farmaci ipoglicemizzanti, perché potrebbero nascere delle interazioni.
Da evitare in gravidanza.